17 Nov

La friggitrice ad aria non esiste

Il fritto, si sa, piace a tutti e come si dice dalle mie parti, “fritta è buona pure una suola di scarpa!”

Per questo motivo negli ultimi anni stravediamo per la friggitrice ad aria, tutta aria e niente fritto, piccolo elettrodomestico figlio di un fraintendimento, ma a voler esser onesti di una grande ipocrisia.

Una mossa riuscitissima di marketing che ha convinto i consumatori che la friggitrice ad aria esiste per davvero. Un vero e proprio prodigio di comunicazione.

In pratica si tratta solamente di un fornetto ventilato, il diminutivo è d’obbligo viste le piccole dimensioni, che con il suo nome “ingannevole” riesce a convincerci che ci sta veramente cucinando le patatine fritte, mentre invece sono solo delle patatine al forno, a volte surgelate, solo molto croccanti.

Oggi, ciò che davvero caratterizza il nostro tempo è la percezione distorta della realtà, spesso plasmata dalla narrazione di chi attua strategie di mercato.

Ma la nostra sottomissione a questa “percezione distorta” è che vogliamo più patatine fritte e se quelle patatine non sono fritte per davvero, siamo anche più contenti.

Friggitrice ad aria: storia di un elettrodomestico ingannevole

Ma a chi è venuta questa idea? Il fornetto nasce nei primi anni 2000 dall’idea di un ingegnere olandese, Fred van der Wei, che preoccupato per la salute del suo fegato, cercava in tutti i modi una maniera di cucinare le patatine fritte con meno olio.

Ma è grazie alla Philips, nel 2010 durante una fiera a Berlino, che il fornetto viene presentato su larga scala e con il nome giusto: friggitrice ad aria.

Da allora “la friggitrice” conquista sempre più consumatori, casalinghe per prime, le quali la utilizzano per molte preparazioni, vista anche la riduzione dei tempi di cottura.

Ma come funziona?

In buona sostanza come un forno ventilato. Si compone di una resistenza che si riscalda ed una ventola, e si trovano entrambi nella parte superiore dell’elettrodomestico.

Il flusso d’aria molto calda che viene creato dalla ventola, essendo immesso in una camera di cottura piccola, permette una cottura omogenea e riesce a formare una crosta croccante fuori e a mantenere un interno morbido e idratato.

Niente di più semplice. Caldo ed aria disidratano le superfici degli alimenti e creano la crosticina.

Quando, invece, friggiamo un alimento immergendolo in un grasso bollente, sono svariati i processi chimici e fisici che si vanno a creare.

Innanzitutto, l’acqua contenuta all’interno degli alimenti con l’alta temperatura dell’olio viene spinta all’esterno, creando così una barriera all’olio che non riesce a penetrare troppo in profondità.

L’olio riesce a penetrare un sottile strato dell’alimento e crea una crosta, decisamente più spessa di quella della friggitrice ad aria.

Per una frittura ideale l’olio deve raggiungere la temperatura di 180°.

Quando gli alimenti entrano in contatto con l’olio bollente si innesca la reazione di Mallard (che comincia già a 140°) un processo chimico tra proteine e zuccheri che crea colore e composti aromatici.

Dunque, per riassumere, la frittura standard dona una crosta spessa, profumata e intensamente saporita; la “frittura ad aria”, seccando le superfici degli alimenti, innesca una tenue reazione di Mallard.

Vantaggi

Onestamente esistono dei vantaggi del fornetto ad aria: consuma meno energia e con un costo nettamente inferiore ad un forno tradizionale, con 300 euro si comprano versioni con connessione WiFi e con una infinità di programmi.

Se invece, volete solo sperimentare un nuovo elettrodomestico si trovano dei modelli molto economici a partire già da 40 euro.

Insomma, se volete procuratevene una, usatela anche ma sappiate che, ogni volta che la chiamerete friggitrice, siete caduti con tutte le scarpe nella trappola del marketing!

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