07 Nov

Se sei di gusti difficili a tavola non è colpa tua, è colpa del tuo DNA

Uno studio inglese ci svela la relazione tra DNA e palato

Quanti di noi da piccoli da piccoli hanno fatto i capricci a tavola? Ebbene si è scoperto che non eravamo semplicemente schizzinosi ma che sono i geni ad influenzare i nostri gusti, anche se un ruolo importante lo giocano genitori e anche gli amici.

Si tende a dare la colpa ai genitori quando un bambino fa troppo lo schizzinoso a tavola e, invece, è proprio il nostro DNA ad influenzare le preferenze in ambito culinario.

Anche il rifiuto ad assaggiare alimenti nuovi e essere quindi limitati nella scelta dei cibi da consumare sarebbe determinato dalla genetica.

Lo ha dichiarato la D.ssa genetista comportamentale Zeynep Nas, dell’University College di Londra: “La pignoleria alimentare dipende dalle differenze genetiche tra di noi”.

Un esperimento, svolto su coppie di gemelli, per capire le preferenze alimentari

Un recente studio britannico, svolto su bambini e adolescenti, ha scoperto che l’atteggiamento nei confronti del cibo varia molto poco tra i 16 mesi di vita ed i 13 anni di età.

E questo perché nelle nostre preferenze alimentari nulla a che vedere hanno l’età, la cultura o l’educazione, ma è la genetica ad avere un ruolo determinante: il DNA può far luce finalmente sul motivo di tanta pignoleria a tavola.

Lo studio ha coinvolto circa 2.400 coppie di gemelli, tra omozigoti ed eterozigoti, ed i loro genitori ai quali, nel corso della vita dei figli, è stato chiesto di compilare un questionario sulle abitudini alimentari della prole: a 16 mesi; 3 anni; 5; 7 e 13.

Si è così scoperto che il picco massimo della pignoleria dei ragazzi dal palato esigente, si tocca a 7 anni, anche se non sono state rilevate ampie differenze tra le diverse fasce d’età.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Child Psychology and Psychiatry (la principale rivista internazionale che si occupa di psicologia e psichiatria infantile e adolescenziale) ed ha dimostrato che le somiglianze tra i gemelli omozigoti sono molto più marcate rispetto ai gemelli eterozigoti.

Particolare che ha sollevato tra i ricercatori la convinzione di quanto la genetica sia importante quando si parla di “preferenze”.

Le relazioni sociali influenzano il gusto più dei genitori

Sicuramente le abitudini familiari ed il contesto hanno la loro influenza. Specialmente tra i 7 e i 13 anni di età, il 25% delle nostre abitudini alimentari viene determinato dalle esperienze personali.

La D.ssa Nas si è rivolta ai genitori consolandoli e informandoli che non devono sentirsi del tutto impotenti a riguardo: “La genetica non è il nostro destino”.

La famiglia ha sia la possibilità che il dovere di stimolare i bambini a variare il più possibile l’alimentazione.

Ma un’influenza ancora maggiore della famiglia ce l’hanno gli amici, soprattutto nell’età preadolescenziale. Il contesto che sceglie l’adolescente è in grado di condizionare molto di più della routine familiare.

Già nel 2022, in Italia presso lo Human Technopole di Milano (l’Istituto di ricerca per le scienze della vita), il Dr. Nicola Pirastu aveva svolto uno studio che era riuscito a dimostrare quanto effettivamente la genetica influenzi i recettori del gusto e dell’olfatto.

Cosa non da poco se si pensa che tale scoperta potrebbe aiutare se non a risolvere quanto meno a comprendere, la causa di molti disturbi nel comportamento alimentare (specialmente degli adolescenti) e salvaguardare così le persone da cattive abitudini e diete scorrette.

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