13 Gen

Restrizione calorica e longevità

Ridurre le calorie per vivere più a lungo: questi i dettami della “dieta” del Dottor Kroemer

Il regime alimentare del Dottor Kroemer valuta come decisiva la riduzione dell’apporto calorico nell’aumentare l’aspettativa di vita

Ma sarà così veramente? Il Dottor Kroemer, biologo tedesco, docente all’Università di Parigi-Cartesio e direttore del laboratorio di biologia cellulare e metabolomica dell’Istituto di ricerca sul cancro Gustave Roussy di Villejuif, è il vincitore della terza edizione del premio internazionale «Lombardia è Ricerca», dedicato all’invecchiamento attivo.

Ma cerchiamo di analizzare il regime alimentare che porta avanti il dottore. Si tratta di un meccanismo di rimozione selettiva che opera attraverso l’autofagia, ossia le cellule del nostro organismo riescono ad individuare ed eliminare quei componenti danneggiati e non più efficienti. Così facendo, si fa spazio a cellule più giovani e quindi più funzionanti. Il dottore considera il processo autopulente e di come questo riesca a influenzare la salute, anche rispetto ad alcune patologie (da quelle degenerative al cancro, fino ad arrivare a ridurre l’invecchiamento). E’ un approccio terapeutico che mira non tanto a prolungare la durata della vita, ma quello della salute. Non si riferisce perciò ad una dieta alimentare vera e propria, ma ad una visione generale e del rapporto che ha il nostro organismo con le sostanze nutritive a livello cellulare. Anch’essa si fonda sulle stesse basi della Dieta “mima digiuno”.

Ma nello specifico, di cosa si tratta e come funziona?

Tutto ha inizio nel 2016 quando, lo scienziato giapponese Yoshinori Ohsumi, vince il premio Nobel per la scoperta dell’”Autofagia”, un complicato processo cellulare che ricicla o elimina componenti all’interno del nostro organismo. Lo scienziato spiega che, quando questo processo funziona bene, garantisce al nostro sistema cellulare sia il combustibile sia la materia prima per costruire nuove strutture. L’autofagia, quindi, risulta fondamentale nel rispondere alle aggressioni di agenti patogeni esterni (virus e batteri) e senza di essa, le nostre cellule sarebbero colme di rifiuti. Ma quando il meccanismo è alterato, le cellule possono incappare in diverse patologie ad es. Parkinson e diabete.

Il dottor Kramer ha fatto suo il concetto di CRM Caloric REstriction Mimetics, in cui alcuni farmaci e integratori alimentari, noti anche come mimetici di restrizione energetica, imiterebbero i sostanziali effetti anti-invecchiamento. Tra questi troviamo il resveratrolo (che svolge un’azione importante per sostenere le difese immunitarie e che si trova in piante, come la vite e il cacao) e la spermidina (indispensabile nella prevenzione di malattie cardiovascolari, e che troviamo in diversi cibi come patate, salmone frutta secca e molti altri ancora). Secondo il dottore, l’assunzione di queste sostanze ottimizzerebbe la funzionalità del sistema immunitario eliminando eventuali cellule malate.

Digiuno e autofagia

Partiamo col descrivere alcuni processi del nostro organismo: il primo è l’apoptosi e consiste nella morte programmata delle cellule; il secondo è l’autofagia (dal greco mangiare se stessi), in cui le cellule si autofagocitano quando identificano, al loro interno, dei rifiuti da eliminare. La restrizione calorica in generale e il digiuno periodico in particolare, aiutano questo meccanismo di pulizia che, a sua volta, modera il processo di infiammazione. L’nfiammazione non è sempre negativa: all’organismo serve per rinnovare e ricostituire i tessuti ma quando diventa cronica, ci danneggia. Più siamo infiammati più si è predisposti a malattie cardiovascolari e neurodegenerative e più si invecchia.

Altro aspetto importante da considerare è il funzionamento del sistema immunitario. Quando si riduce l’apporto calorico, le difese immunitarie lavorano meglio. E questo è dimostrato da studi effettuati sugli animali. Ad esempio i topi da laboratorio in restrizione calorica, oltre ad essere più vivaci e reattivi, vivono il 30% in più di quelli senza restrizioni. Ciò a dimostrazione che la riduzione alimentare aiuta le cellule spazzino, quindi mangiare meno (e meglio) ci aiuta a rimanere giovani.

Autofagia e salute dei mitocondri

I mitocondri sono organelli presenti all’interno delle cellule viventi conosciuti per essere le centraline energetiche delle cellule. Quando questi sono difettosi e invecchiati, concorrono alla disfunzione e alla malattia metabolica. La degradazione selettiva dei mitocondri disfunzionali (mitofagia) aiuta a garantire che le cellule del corpo siano metabolicamente efficienti. La mitofagia (ossia l’autofagia dei mitocondri) funge da innesco per il processo con il quale si producono nuovi mitocondri. Se il processo non funziona come dovrebbe, si verificano alcune malattie croniche come quelle cardiovascolari, renali e il morbo di Alzheimer.

Autofagia e salute neurologica

Alcune malattie neurodegenerative (ad es. il Parkinson) caratterizzate da disfunzione mitocondriale, potrebbero essere scatenate, almeno in parte, dal mancato processo di mitofagia. A questo riguardo, sempre più prove scientifiche indicano che nella malattia di Parkinson il processo di mitofagia è compromesso.

Il ruolo dell’autofagia nel sistema immunitario

L’autofagia svolge un ruolo fondamentale nell’attivazione dei meccanismi di immunosorveglianza. L’attivazione di questo importante sistema di vigilanza immunologica è anche un predittore dell’efficacia a lungo termine della chemioterapia e potrebbe aiutare a spiegare la complessa relazione tra autofagia e cancro.

Digiuno e fame

Quando siamo sazi il corpo produce componenti immediatamente assimilabili dall’organismo e immagazzina l’eccesso. Nello stato di digiuno prolungato almeno per 48 ore, invece, la restrizione dei componenti stimola le cellule ad innescare l’autopulizia. Questo è sostanzialmente il processo attivato dalla dieta mima digiuno (un regime povero di proteine e ricco di grassi salubri). Se protratta per 5 giorni questa dieta ci aiuta ad innescare l’autofagia.

Alcuni dei benefici della dieta mima-digiuno:

  • Autofagia: come dicevamo stimola il processo di pulizia e riciclaggio cellulare, il che può contribuire alla rimozione di cellule danneggiate o vetuste.
  • Rinnovamento sistema immunitario: a seguito di alcune ricerche è stato stabilito che la dieta mima-digiuno, può favorire la rigenerazione del sistema immunitario, specialmente dopo il ritorno a una dieta normale.
  • Riduzione fattori di rischio: sempre alcune ricerche affermano che, la mima digiuno, potrebbe contribuire a ridurre i fattori di rischio di alcune malattie croniche (ad es. quelle cardiovascolari e il diabete).
  • Miglioramento sensibilità all’insulina: sempre in relazione al diabete, la mima-digiuno potrebbe influire positivamente sulla sensibilità all’insulina (essenziale per la regolazione dei livelli di zucchero nel sangue).
  • Longevità: recenti studi indicano il digiuno intermittente, o regimi alimentari simili alla dieta mima-digiuno, come capaci di contribuire a promuovere la longevità e il benessere generale.

Controindicazioni

E’ sempre bene ricordare però che, come tutti i regimi alimentari, si tratta di una dieta da seguire con attenzione e sempre sotto la supervisione di uno specialista (dietologo o nutrizionista) soprattutto per chi presenta particolari condizioni di salute.

Sia il digiuno, sia la dieta mima-digiuno sono approcci che non vanno bene per tutti, infatti è fondamentale valutare lo stato complessivo di salute della persona, se si assumono farmaci o se si soffre di patologie particolari. Non applicate il fai da te e non iniziate niente se non dopo aver consultato un medico, prima di intraprendere qualsiasi tipo di restrizione alimentare.

Monica Cinti

Notizie Correlate