13 Nov

Allergeni: perché è diventato così importante indicarli in etichetta

L’etichetta degli alimenti è diventata un requisito fondamentale per l’acquisto dei prodotti. Questo perché, oltre a fornire informazioni indispensabili relative alla composizione, l’origine, la qualità e la sicurezza di un prodotto, aiuta i consumatori a fare scelte consapevoli, sia per motivi di salute sia etici o ambientali.

Al giorno d’oggi, le allergie rappresentano una realtà sempre più diffusa e preoccupante: si stima infatti che quasi una persona su due nel mondo ne soffra, in forme più o meno gravi. I numeri parlano chiaro e mostrano una tendenza in costante crescita, tanto che si prevede un ulteriore aumento nei prossimi anni.

Proprio per questa ragione, diventa basilare tutelare la salute dei consumatori attraverso una corretta informazione e, per tale motivo, è obbligatorio riportare la presenza di eventuali allergeni sulle etichette dei prodotti, siano essi alimentari o meno.

Quando si parla di cibo, in particolare, esiste una lista di 14 allergeni principali che, se presenti anche in tracce, devono essere chiaramente indicati sull’imballaggio o nella descrizione del prodotto. Ciò rappresenta un passo essenziale per garantire scelte consapevoli e, soprattutto, sicure a chi convive ogni giorno con queste sensibilità.

Le ragioni dell’obbligatorietà in etichetta

Negli ultimi cinquant’anni, complici anche cibi meno genuini, le allergie alimentari sono molto aumentate e per tutelare la salute dei consumatori, visto che alcune di esse possono essere addirittura letali, l’Unione Europea ha introdotto normative specifiche che garantiscono una corretta informazione. Nello specifico il Regolamento Europeo 1169/2011, obbliga tutte le attività che producono, trasformano o somministrano alimenti a segnalare la presenza di eventuali allergeni nell’etichetta di ogni cibo.

Ad oggi la legge stabilisce 14 sostanze allergizzati da indicare obbligatoriamente in etichetta, che corrispondono alle allergie più diffuse, quindi non si esclude che tale lista possa aumentare in futuro.

Come si riconosce un’etichetta corretta?

Un’etichetta ben fatta può evitare gravi rischi per la salute. Deve riportare l’elenco completo degli ingredienti, con gli allergeni chiaramente evidenziati (in grassetto, colore diverso o sottolineati).

In caso di potenziale contaminazione crociata (trasferimento involontario di microrganismi, sostanze chimiche o allergeni da una superficie, un alimento o una persona a un altro alimento, causando potenziali danni alla salute), è obbligatoria la dicitura “Può contenere tracce di…”.

Anche i coadiuvanti tecnologici (sostanze usate nella produzione di alimenti, mangimi o altri prodotti per facilitare i processi o migliorare le caratteristiche tecniche) impiegati nella lavorazione vanno segnalati se contengono allergeni. Per ristoranti e bar, le informazioni devono essere disponibili al cliente tramite menu, cartelli, tabelle esposte o supporti digitali facilmente consultabili.

Leggere con attenzione può salvarci la vita!

I 14 allergeni principali

1. Glutine

Il glutine è il primo allergene che deve essere segnalato in etichetta. Sebbene solo l’1% della popolazione mondiale è affetto da celiachia, le persone che mostrano intolleranza ai prodotti contenenti glutine sono molto più numerose. Inoltre, secondo gli esperti, il numero reale dei celiaci potrebbe essere significativamente più alto rispetto alle stime ufficiali, a causa di diagnosi mancate o ritardate: infatti, i sintomi vengono spesso confusi con quelli di altre patologie e può trascorrere molto tempo prima che venga individuata la causa reale del malessere. Il glutine è presente in numerosi alimenti, in particolare nei cereali come grano, segale, orzo, avena, farro e kamut, oltre che nei loro derivati e ibridi.

2. Crostacei e derivati

Nel nostro Paese, l’allergia ai crostacei è tra le più comuni ed è particolarmente pericolosa perché può scatenare l’anafilassi.

Proprio come accade per il glutine, è obbligatorio indicarne la presenza nei prodotti alimentari.

Rientrano in questa categoria alimenti come gamberi, scampi, aragoste, granchi e paguri, sia di acqua dolce che marina.

3. Uova e derivati

Discorso a parte per le uova. Gestire un’allergia alle uova è particolarmente complesso, dato il loro larghissimo impiego in cucina e in svariate preparazioni industriali.

Anche minime quantità devono essere chiaramente segnalate in etichetta.

Tra i prodotti più a rischio troviamo: pasta all’uovo, maionese, frittate, emulsionanti, biscotti, dolci, torte salate, gelati e creme.

4. Pesce e derivati

Anche il pesce figura tra i 14 allergeni da dichiarare obbligatoriamente in etichetta.

Sebbene l’allergia al pesce sia meno frequente rispetto a quella ai crostacei, può comunque provocare reazioni importanti.

Vale per tutti i prodotti che lo contengono, anche se solo in tracce.

5. Arachidi e derivati

Come per i crostacei anche l’allergia alle arachidi può risultare estremamente pericolosa ed inoltre ci si può allergizzare anche se in precedenza non abbiamo mai avuto questo problema.

Spesso riscontrata nei bambini, l’allergia alle arachidi è particolarmente insidiosa poiché queste possono essere presenti in molti alimenti insospettabili, soprattutto in tracce.

Le troviamo in snack confezionati, condimenti, creme, aromi, cioccolato, prodotti da forno, marzapane, fritture e decorazioni.

6. Soia e derivati

Non risulta tra le allergie più diffuse in Italia, nonostante ciò la soia richiede comunque un’indicazione chiara in etichetta.

Oltre ai classici prodotti come bevande vegetali, tofu, edamame, miso, tempeh e salsa di soia, attenzione anche a barrette energetiche, prodotti da forno e sostituti della carne.

7. Latte e derivati

Piuttosto diffusa l’intolleranza al lattosio, ma l’allergia al latte è decisamente più rara.

Tuttavia, qualsiasi prodotto che contenga latte o suoi derivati, anche in piccole dosi, deve riportarlo chiaramente: biscotti, torte, gelati, yogurt, creme e così via.

8. Frutta a guscio e derivati

Mandorle, nocciole, noci (comuni, brasiliane, pecan, macadamia), pistacchi, anacardi e pinoli.

Tutti questi tipi di frutta a guscio devono essere segnalati.

Non è necessario specificare la varietà: è sufficiente riportare in etichetta la dicitura generica “frutta a guscio”.

9. Sedano e derivati

Il sedano è fra gli allergeni più particolari. Le reazioni allergiche legate al sedano sono causate principalmente dalle sue proteine.

Anche se la cottura può ridurne l’allergenicità, la sua presenza deve sempre essere indicata.

È spesso contenuto in zuppe, salse e concentrati vegetali.

10. Senape e derivati

La senape, seppur in misura minore rispetto ad altri alimenti, può scatenare allergie.

La si trova comunemente nelle salse, nei condimenti e in particolare nella mostarda.

Va sempre segnalata, indipendentemente dalla quantità.

11. Semi di sesamo e derivati

Tra gli allergeni da dichiarare rientrano anche i semi di sesamo, visibili ad esempio su alcuni prodotti da forno.

Tuttavia, possono essere presenti anche in barrette, farine particolari e altri prodotti meno immediati da riconoscere.

12. Anidride solforosa e solfiti

Utilizzati come conservanti, devono essere riportati in etichetta quando superano i 10 mg/kg o 10 mg/l (espressi come SO₂).

Sono presenti in: vino, aceto, marmellate, succhi di frutta, bevande analcoliche, funghi secchi, conserve ittiche e alimenti in salamoia, sott’olio o sott’aceto.

Se siamo amanti del vino e non volgiamo sorprese possiamo optare per quello biologico.

13. Lupino e derivati

Meno comune dell’allergia alle arachidi, quella al lupino merita comunque attenzione, soprattutto con la crescita della diffusione dei prodotti vegani, dove è largamente utilizzato.

Il lupino è spesso presente in affettati vegetali, arrosti plant-based e farine alternative.

14. Molluschi e derivati

Come abbiamo visto, dal mare arrivano parecchie allergie.

Cozze, vongole, ostriche, telline, cannolicchi, datteri di mare, capesante e molti altri.

Chi è allergico ai molluschi potrebbe avere problemi anche con crostacei e pesce, per via delle frequenti reazioni crociate.

È obbligatorio indicarne sempre la presenza.

Monica Cinti

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