15 Set

Acquisti online: come evitare costi nascosti

Affronta il mondo degli acquisti online con trasparenza e chiarezza. Scopri come evitare costi nascosti nelle transazioni.

C’era un tempo in cui, i centri storici, soprattutto dei piccoli borghi erano popolati di negozi e di attività commerciali ed era bello, soprattutto nei giorni di festa, camminare per quei luoghi, ed incontrare le persone care, come gli amici di un tempo. Oggi, con lo sviluppo della tecnologia e dell’informatica, le cose sono cambiate.

La, dove c’erano quelle attività commerciali è sempre più facile trovare cartelli “vendesi” o “affittasi” o, più semplicemente, l’indicazione del luogo in cui si sono trasferiti, di solito nei centri commerciali che, ormai, hanno preso il posto delle vecchie vie centrali.

Contemporaneamente, purtroppo, i piccoli paesi e gli antichi borghi, man mano, si sono svuotati e si avviano ad essere cancellati.

Quei negozi, quelle attività tanto care ai giovani di qualche tempo fa, sono state sostituite, oltre che dai punti vendita ubicati in enormi centri commerciali, dalle vendite online che, apparentemente, sembrano offrire facili soluzioni d’acquisto, in realtà, spesso, nascondono spiacevoli sorprese.

Nuove norme per gli acquisti online

Proprio per semplificare e per rendere più trasparente l’attività commerciale che si diffonde sulla rete internet, l’Unione Europea è intervenuta, introducendo nuove norme, finalizzate a rendere sicure e meno rischiose le operazioni commerciali che vengono effettuate online.

Per superare tutte le paure che spesso ci accompagnano mentre completiamo le operazioni di acquisto telematico, la prima novità che ha introdotto l’Unione Europea è quella dell’inserimento del pulsante “recede dal contratto” che deve essere altrettanto chiaro e visibile come il pulsante “compra ora”.

Maggiore trasparenza e chiarezza

L’inserimento di questa opzione è finalizzato allo scopo di garantire una maggiore trasparenza e chiarezza per gli acquisti online.

Questa procedura può essere applicata per tutti gli acquisti via internet, senza esclusione alcuna, quindi, anche per i prodotti proposti dalle società che offrono servizi finanziari.

Recesso

In aggiunta a questa modifica sono stati aumentati i giorni, da 10 a 14, entro i quali il consumatore può decidere di restituire la merce acquistata, non solo, nel caso in cui, nella proposta d’acquisto, non c’è una chiara indicazione dell’opportunità di poter recedere entro 14 giorni, il diritto di recesso può essere esercitato per tre mesi.

Allo scopo di garantire la necessaria trasparenza, il venditore ha l’obbligo di inserire con chiarezza ed in modo evidente, quelli che sono i costi finali dell’operazione.

C’’è la necessità, quindi, di evitare qualunque trabocchetto o, cosiddetta, trappola dei costi. In particolare, alcuni servizi, come alcuni contratti a canali televisivi, o ad alcuni giornali online o altri tipi di abbonamento, non potranno più essere pubblicizzati come gratuiti, ma, il commerciante, dovrà indicare con chiarezza il costo finale e dovrà avere la certezza che, il consumatore, ha compreso quanto gli è stato proposto.

Restituzione

Ovviamente, restando in tema, nello stesso contratto d’acquisto, devono essere indicati i costi che il consumatore dovrà sostenere per la restituzione della merce, nel caso che non ci sia questa indicazione, le spese saranno esclusivamente a carico del venditore.

Le principali novità della nuova normativa europea in materia di protezione dei consumatori

L’obiettivo delle novità introdotte dalla normativa europea è quello di offrire maggiori certezze e più trasparenza al consumatore, quindi, in aggiunta a quanto sopra detto, l’altro tema fondamentale che è stato trattato, nel nuovo dispositivo, è quello di garantire, gli stessi consumatori, dalle trappole dei costi su Internet. In merito l’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato AGCM, nel riportare le principali novità, della nuova normativa europea in materia di protezione dei consumatori, evidenzia quanto segue precisa:

1) Stop a spese e costi nascosti su internet

I consumatori saranno protetti dalle “trappole dei costi” su internet, incluse le situazioni in cui i truffatori si fanno pagare con l’inganno per servizi cosiddetti “gratuiti”, quali oroscopi o ricette. Da adesso in poi, i consumatori dovranno confermare esplicitamente di aver capito che il servizio è a pagamento.

2) Maggiore trasparenza dei prezzi

I venditori dovranno indicare chiaramente il costo totale del prodotto o servizio, incluso qualunque addebito supplementare. Gli acquirenti online non dovranno pagare spese o altri costi se non ne sono stati adeguatamente informati prima di effettuare l’ordine.

3) Divieto delle caselle preselezionate sui siti web

Quando si fanno acquisti online, ad esempio per un biglietto aereo, è possibile che vengano offerte opzioni supplementari, quali assicurazioni viaggio o noleggi auto.

Questi servizi supplementari possono essere offerti mediante le cosiddette “caselle preselezionate”.

Attualmente i consumatori sono spesso costretti a deselezionare queste caselle se non desiderano i servizi supplementari. Con la nuova legge europea in vigore in Italia, le caselle preselezionate sono vietate in tutta l’UE.

4) Maggiori diritti di rimborso

I commercianti sono tenuti a rimborsare i consumatori per il prodotto entro 14 giorni dal recesso. Il rimborso deve coprire anche le spese di consegna.

In generale, il commerciante assume su di sé il rischio di eventuali danni alle merci che si verificano durante il trasporto fino al momento in cui l’acquirente ne prende possesso.

5) Informazioni più chiare su chi sopporta le spese di restituzione delle merci

Se i commercianti intendono far sostenere ai clienti i costi di resa delle merci in caso di ripensamento, essi devono informarne chiaramente e preventivamente i consumatori, altrimenti tali costi rimarranno a loro carico.

Prima della vendita, il commerciante deve fornire almeno una chiara stima dei costi massimi di resa di merci ingombranti, ad esempio un divano, acquistate via internet o per corrispondenza, così che il consumatore possa decidere in modo informato da chi acquistare.

Fin qui abbiamo parlato degli acquisti fatti online e precisato che devono essere inseriti due pulsanti, uno che indica “compra ora” l’altro “recedi ora”.

Linkando il primo si acquista, con il secondo si recede ma è comunque un’azione che compie il consumatore.

Vendite telefoniche

Discorso diverso per gli acquisti che vengano effettuate tramite le linee telefoniche. In merito, la norma a tutela dei consumatori è chiara.

In questo caso, visto e considerato che Il consumatore si è limitato, soltanto, a dare una risposta vocale, la stessa, di fatto, non è valida o, meglio, non è perfezionata fino a quando non sottoscrive un vero e proprio contratto, cosa che può accadere, con la sottoscrizione di un documento cartaceo o attraverso la firma digitale, ma, ripeto, il semplice assenso vocale non è sufficiente per completare l’acquisto, per cui, l’eventuale consumatore che ha aderito all’offerta telefonica, può recedere senza alcun problema e senza alcun addebito di costi.

Sabrina Greci
Presidente Foro Nazionale Consumatori

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